posizionamento politico

La differenza tra Orientamento Politico e Posizionamento Politico

orientamento politicoLo dico subito ed in maniera netta : orientamento politico e posizionamento politico sono due concetti all’apparenza simili, ma in realtà completamente diversi.

Ho deciso di scrivere questo articolo proprio perchè ho visto che in giro c’è un po’ di confusione a riguardo.

Da cosa ho capito che c’era questa confusione?

Dopo il sondaggio realizzato dall’Osservatorio di Marketing Politico, ed i risultati che ne sono venuti fuori, è stato chiaro come alcuni politici confondevano il posizionamento politico con l’orientamento politico.

La risposta di uno di loro, alla domanda se sapeva cos’era il posizionamento politico, è stata una cosa del tipo :

Si, io verifico sempre l’orientamento delle persone quando parlo con loro, cerco di capire chi votano e perchè.

Benissimo, penso non sia difficile capire come il concetto di orientamento politico che questi hanno in mente è corretto.

Se dovessi darne una definizione userei queste parole.

L’orientamento politico è la propensione dell’elettore a supportare un partito politico piuttosto che un’altro, un’ideologia piuttosto che un’altra. Questo supporto c’è nel momento in cui il soggetto politico o l’ideologia sono percepiti come soluzione ad un problema che l’elettore vuole risolvere o ad un bisogno che vuole soddisfare.

Penso sia giusto sottolineare che un problema o un bisogno spesso derivano da convinzioni profonde della persona (a volte reali, altre no).

Faccio un esempio semplice su quest’ultimo punto : se una persona ha la convinzione che l’equazione zingari=furti sia sempre vera allora sarà più propensa a supportare quel soggetto politico che percepisce come in grado di risolvere questo problema.

E non è detto detto che quel soggetto politico sia l’unico che propaganda quel tipo di ideologia, ma probabilmente è quello che nella mente dell’elettore occupa il primo posto per quella cosa specifica.

Su internet è pieno di test per misurare il proprio orientamento politico. Le società che fanno sondaggi politico elettorali per conto di partiti e trasmissioni televisive basano il loro business sulla ricerca dell’orientamento politico degli elettori in un preciso periodo di tempo.

Il fatto, invece, di associare il posizionamento politico all’orientamento politico è sbagliato, non sono la stessa cosa.

Ho parlato di posizionamento politico in un altro articolo del blog, ma provo comunque a dare una definizione che completi questo confronto.

Il posizionamento politico è un’attività di marketing politico che mette il tuo brand (partito o candidato) nella testa del potenziale elettore in una posizione ben specifica e quanto più possibile predominante. L’obiettivo è che il tuo brand sia percepito come differente dagli altri e che sia rilevante per il target di elettori a cui ti rivolgi. E che questo lo renda preferibile per il potenziale elettore.

Questa battaglia per la conquista della mente dell’elettore avviene prima (molto prima) della campagna elettorale. Ecco perchè il sistema politico di Fabbrica Politica ha una fase Pre-Elettorale che è fondamentale per gettare le basi per vincere le elezioni.

In sostanza il posizionamento politico serve per far si che un partito o un candidato siano le prime opzioni per l’elettore con un determinato orientamento politico.

L’orientamento politico può anche cambiare nel corso del tempo, a causa di diversi fattori. Ma è più semplice che si cambi partito che non l’ideologia di fondo perchè, di base, l’elettore non cambia idea…

Posizionamento Politico : l’arte di creare un brand vincente in politica

posizionamento politicoHai mai sentito parlare di “posizionamento politico”? Quasi sicuramente no, sai perchè?

Lo scoprirai tra non molto, ma prima lascia che ti spieghi come e perchè è nato il posizionamento politico.

Faccio un salto indietro alla seconda metà degli anni 2000. Durante gli ultimi anni della mia esperienza politica, prima ancora del boom di Beppe Grillo, avevo capito che le cose stavano cambiando e che la gente iniziava ad essere stanca dei “classici” politici.

Ma allo stesso tempo mi sono accorto che questa “stanchezza” non era dovuta solamente ai comportamenti dei politici ed alla distanza sempre più grande tra cittadini e politica.

Il motivo principale, e mi rendo conto che in questo momento è difficile da credere, era che i politici venivano considerati tutti uguali. C’era stata in sostanza quella chiamiamo generalizzazione : “sono tutti così”. Tralasciamo gli aggettivi che venivano (e vengono tutt’ora associati a questa frase).

Nonostante questo malessere crescente tra la gente, i politici hanno continuato a fare quello che avevano sempre fatto, senza minimamente preoccuparsi di quello che stava accadendo intorno a loro. 

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Piacere a tutti = Non piacere a nessuno

target elettoraleMi hanno colpito le parole usate da Maria Teresa Meli qualche giorno fa all’edizione serale della trasmissione “L’aria che tira” su LA7.

La giornalista del Corriere della Sera, mentre discuteva con Daniela Santanchè, ha detto :

Berlusconi voleva piacere a tutti, Renzi no.

In questa frase è racchiusa l’essenza del posizionamento politico, di cui ho già accennato in un altro articolo.

Non ricordo sinceramente in quale contesto ha pronunciato questa frase, ma non importa. E’ sufficiente aver letto l’articolo di Repubblica che anticipa le strategie autunnali di Matteo Renzi per far approvare le Unioni Civili per le coppie Gay, estendendo a loro gli stessi diritti delle coppie eterosessuali sposate, per riprendere il filo.

Non entro nel merito della questione, non mi interessa e non voglio nemmeno scatenare un pandemonio (così si dice dalle mie parti), mi concentro solo sulla strategia politica. Se leggi questo blog ti interessa quella, giusto?

Nonostante si sia sempre definito un liberale, e nonostante una componente del suo partito spingesse in questo senso, Berlusconi non ha mai affrontato realmente l’argomento sulle coppie gay, per vari motivi :

  • Per la contrarietà della Lega Nord e dell’allora Alleanza Nazionale (salvo poi il ripensamento di Fini);
  • Per non indispettire i cattolici, che votavano in massa prima Forza Italia, poi il PDL (il PD prima di Renzi era troppo spostato a sinistra);
  • Per ingraziarsi Vaticano e gerarchie ecclesiastiche (la CEI dei Vescovi);
  • Perchè al suo elettorato non interessava.

Da un punto di vista strategico mi auguro fosse principalmente per quest’ultimo motivo, magari anche senza volerlo. Perchè dico questo? Perchè vuol dire che avrebbe rispettato la volontà dei propri elettori e del proprio target elettorale, contrari per la stragrande maggioranza a provvedimenti di questo tipo. Ma in un prossimo futuro non è detto che le cose non cambino.

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