3 motivi per cui devi evitare come la peste la Scuola di Formazione Politica tradizionale. E come invece dovrebbe essere veramente…

scuola di formazione politicaHo partecipato parecchie volte ad una scuola di formazione politica organizzata da partiti o associazioni collegate.

Sono un evento autoreferenziale, noioso, con utilità zero per chi partecipa, se non portare a casa qualche selfie con i politici da mettere sulla foto profilo di Facebook.

Nel corso degli anni le uniche innovazioni si sono viste sulle coreografie.

Invece che insegnare strategie di comunicazione, marketing politico, portare casi studio e analisi delle precedenti elezioni, e via dicendo, si è preferito mantenere lo stile “party”.

Unico vantaggio della scuola di formazione politica tradizionale (per chi la organizza) : visibilità sui media e occasioni di networking con altri politici.

Bene anche questo, per carità, ma se vuoi un “esercito” sulle strade e sul web pronto a battagliare all’ultimo voto non ti basterà qualche foto o aperitivo, qualche slogan o qualche volantino fatto da uno stagista dello staff. 

Ecco perchè con Fabbrica Politica puntiamo a rivoluzionare (in meglio) il mondo della formazione politica, per dare delle strategie e degli strumenti che realmente servono per fare l’unica cosa che veramente conta : prendere più voti e vincere le elezioni.

Se non vuoi perdere del tempo prezioso inutilmente eccoti alcuni buoni motivi per non alzarti dal letto e fare km per nulla.

Scuola di Formazione Politica tradizionale, 3 buone ragioni per starne alla larga

Pronto? Leggi con attenzione, sono sicuro che anche tu, come me, ti sei trovato almeno una volta in queste situazioni.

===> 1) E’ noiosa : tante chiacchiere, poche cose utili e concrete da mettere in pratica appena sei fuori.

Mi è capitato spesso di crollare dal sonno quando ho partecipato ad una scuola di formazione politica.

Non perchè avevo dormito poco la notte o perchè ero stanco, ma perchè era di una noia mortale. Si parlava del più e del meno, della situazione politica del momento, di cosa aveva fatto questo o quel parlamentare.

Poi tanti slogan e qualche tentativo di motivare i presenti. In quei momenti pensavo a Roberto Re ed a quanto sarebbe stato molto più utile di quelli che avevo davanti sul palco. Almeno avrei avuto a motivarmi il n.1 della leadership personale in Italia.

Ma io non avevo bisogno di motivarmi, ero carico sempre. Quello che mi serviva era qualcosa di diverso dagli schemi tradizionali della politica che, ormai, sembravano funzionare sempre di meno.

E’ la stessa cosa che pensavano la stragrande maggioranza delle persone in sala, non ero una pecora nera.

Non una strategia da mettere in pratica per aumentare il consenso.

Non una parola sulle nuove potenzialità del web da sfruttare.

Non una parola su nuovi metodi comunicativi da usare.

Niente di niente che potesse aiutarmi a fare politica seriamente e meglio di quanto fatto fino a quel momento.

E’ lì che ho deciso che le cose sarebbero dovute cambiare e che avrei trovato il modo di dare alle persone che erano in una sala come quella un’alternativa vera.

E’ lì che ho deciso che c’era bisogno di una scuola di formazione politica come Dio comanda.

===> 2) E’ autoreferenziale, serve solo per nutrire l’ego degli organizzatori

Testa in su e petto in fuori, camminata spedita e piglio deciso.

Il padrone di casa, pompato come non mai, inaugurava spesso l’evento passando in mezzo ai partecipanti seduti ai due lati della sala, un po’ come il momento in cui i pugili passano in mezzo agli spettatori quando vanno dal tunnel al ring.

E’ normale un po’ di orgoglio, ci stà.

Il problema è che la finalità dell’evento era tutta lì : far vedere quanto sei bello e bravo, quante persone sono venute per te, quanti giornalisti e quante tv sono presenti.

Le persone sedute erano solo dei numeri.

===> 3) E piena di “raccomandati”, gli ospiti spesso sono invitati perchè amici di chi organizza

C’erano spesso sociologi e psicologi che venivano a raccontare del sesso degli Angeli ed a presentare il loro ultimo libro con le loro inutili teorie mai messe in pratica.

Quelle persone erano lì perchè invitate dagli organizzatori della scuola di formazione politica e perchè avrebbero dovuto dare un tocco professionale all’evento.

Nella maggior parte dei casi erano amici o amici degli amici a cui si doveva il contentino. O magari persone con un titolo di studio e dei riconoscimenti pubblici da esibire per giustificare la spesa di tutti quei soldi.

Forse uno su dieci aveva fatto politica in precedenza.

Non una parola utile veniva da questi personaggi, che si limitavano a sorrisini e sguardi d’intesa col politico di turno per darsi sostegno reciproco e dimostrare quanto erano fighi nell’avere davanti così tante persone che li ascoltavano.

Non ce n’era uno attento, nemmeno i più fedeli leccapiedi.

Come deve essere una vera Scuola di Formazione Politica

Mentre la mia testa era scollegata dalle orecchie in una di quelle aule, pensavo a come avrei potuto rivoluzionare quella scuola di formazione politica tradizionale.

Non quella nello specifico ma le scuole di formazione politica in generale. In quel periodo non c’era molto e quel poco faceva pena. Oggi la situazione non è migliorata, anzi, forse il contrario.

E’ li che ha iniziato a prendere forma nella mia mente quello che poi è diventato il primo sistema politico integrato esistente in Italia e, per quel che ne so, anche nel mondo : Fabbrica Politica.

Non voglio essere presuntuoso, ma ho cercato come un matto per trovare qualcosa di simile e veramente non ho trovato niente che ci si avvicinasse.

Non esiste un altro sistema passo-passo specifico per la politica.Un sistema che ti insegni A, B e C, dove A viene prima di B e B viene prima di C.

Quando ne ho parlato le prime volte in giro in molti ridevano.

Mi dicevano che in politica non era possibile schematizzare le cose, che la politica non è una scienza esatta (in parte è vero), che non avrebbe mai funzionato.

Oggi non ridono più.

Ma fammi essere più chiaro su questo sistema. Dopo averlo applicato su candidati e liste diversi tra loro, ed in contesti territoriali diversi, dopo aver affinato il tutto, posso dire tranquillamente che :

  • Non esiste “il mio paesino è diverso”;
  • Non esiste “gli abitanti del mio paese sono diversi”;
  • Non esiste “per i parlamentari è diverso che per i consiglieri comunali”

Lascia che ti dica che le persone votano sempre allo stesso modo, i meccanismi di creazione del consenso valgono per tutti allo stesso modo. I meccanismi che regolano le scelte nella mente degli elettori sono uguali da nord a sud, da destra a sinistra.

Cosa si dovrebbe insegnare in una Scuola di Formazione Politica

  1. Preparare dibattiti pubblici
  2. Creare un ufficio stampa che funziona
  3. Curare l’immagine dei candidati
  4. Impostare una campagna online ed offline, con strumenti e metodi che permettano di calcolare il C.A.S. (Costo Acquisizione Sostenitore) e, alla fine, il C.A.E. (Costo Acquisizione Elettore)
  5. Creare una presenza sul web e sui social media ed i relativi contenuti
  6. Analizzare la propria squadra e gli avversasi per scoprire punti di forza e debolezze con una variante del metodo S.W.A.T. (non, non è semplice come sembra)
  7. Come comunicare la P.U.V.
  8. Creare una P.U.V. (Proposta Unica di Voto), con un messaggio ben preciso
  9. Creare un Posizionamento Politico rilevante per quel target
  10. Trovare il target elettorale e creare un profilo dell’elettore tipo a cui ci si rivolge
  11. …molto altro ancora…

Mi sono fermato perchè la lista è ancora lunga.

Questo basti per farti capire che è sbagliato mettersi in gioco 3-4 mesi prima delle elezioni, perchè ci sono cose che vanno affrontate con largo anticipo.

Una Scuola di Formazione Politica così è un sogno? Non più con Fabbrica Politica, che comunque non considero una scuola ed oltretutto è un termine che per molti è pesante solo a sentirlo.

P.S. : Non perdere tempo a rifletterci troppo, ogni giorno che passa è un giorno perso nella tua corsa verso la vittoria. Il tempo non si ferma e non si può più tornare indietro.

matteo spigolon

MATTEO SPIGOLON

12 anni di esperienza politica sul campo, oltre a competenze di comunicazione e marketing politico. A differenza delle tradizionali agenzie, i cui consulenti non hanno mai fatto politica attiva e non hanno mai distribuito nemmeno un volantino, conosco esattamente i meccanismi interni della politica, le cose che funzionano e quelle che non funzionano, avendo vissuto in prima persona queste esperienze.

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