Le 7 regole d’oro di un blog politico che funziona

blog candidatoMi sono deciso a scrivere questo articolo sui principi che stanno alla base di un blog politico che funziona soprattutto grazie alle numerose richieste che ho ricevuto via email.

E’ vero, ho aspettato un bel po’. Non volevo liquidare l’argomento in poche parole.

Per prima cosa perchè mi appassiona e poi perchè volevo veramente creare un qualcosa che potesse essere d’aiuto, e non le solite cose banali che si trovano in giro (magari tradotte pari pari dall’inglese tanto per scrivere qualcosa).

Avere un blog politico è diventata una moda dopo il successo di Beppe Grillo, ma dopo di lui nessuno ha saputo creare qualcosa di così coinvolgente ed utile per i suoi sostenitori.

Nemmeno Renzi, che è pur sempre stato sensibile all’uso delle nuove tecnologie.

Prima di rivelarti queste regole d’oro voglio fare una breve premessa : creare un blog non è un gioco e, soprattutto, ci vuole del tempo prima di ottenere dei risultati.

Ti dico questo perchè vedo molti candidati che mettono online il loro blog (o sito) verso la fine della campagna elettorale e poi si stupiscono quando non vedono risultati.

A quel punto cosa fanno? Lo abbandonano o lo fanno rimuovere. Vai a vedere quanti blog sono lasciati a se stessi dopo le elezioni.

Se lo metti online tardi, se non sai come strutturarlo e se non sai come curarlo, il mio consiglio è quello di lasciar perdere. Fai meno brutta figura. 

Non parliamo poi dei politici che affidano la realizzazione del blog politico al figlio, a parenti, ad amici e web agency tradizionali, che non sanno come si struttura un blog dedicato esclusivamente alla politica.

E questi improvvisati esperti di blog politici si giustificano con :

Tanto che ci vuole per fare un blog su blogspot o su wordpress

Non è un blog come gli altri, ha bisogno di alcuni accorgimenti che solo chi ha esperienza di marketing politico ed ha fatto politica attiva può conoscere.

Per questo ho deciso di rivelarti queste regole d’oro, in modo che tu possa “difenderti” dall’assalto di queste persone incompetenti.

Eccole regole d’oro di un blog politico che trasforma dei semplici sconosciuti nei tuoi migliori sostenitori

Veniamo quindi alle regole d’oro di cui ti parlavo…

1) Devi avere un tuo nome di dominio

Avere un dominio di terzo livello su piattaforme gratuite non va bene per niente.

Intendo una cosa del tipo cicciopasticcio.sitibelli.it

Questo perchè è :

  • Difficile da ricordare (troppo lungo)
  • Poco professionale (per non dire da barboni, visto il costo di una pizza)
  • Non è di tua proprietà (quindi hai delle limitazioni e dipendi da terzi)

La cosa migliore è acquistare un dominio personale del tipo nomecognome.it (e .com).

Se sei un politico locale puoi anche scegliere un nome con un riferimento al territorio, ma dovendo costruire il tuo brand personale ti consiglio di usare il tuo nome e cognome per il blog politico, se non è già occupato.

2) Devi avere un tuo spazio web

Anche qui le valgono le cose dette per il dominio, ma non solo.

Avere uno spazio web (hosting) su una piattaforma gratuita (tipo Altervista, Wix, 1and1, e via dicendo) è un grave errore, perchè è:

  • Poco professionale (dai l’impressione di non fare le cose sul serio)
  • Non è di tua proprietà (quindi hai delle grosse limitazioni tecniche e dipendi da terzi)
  • Non sempre puoi associarci il tuo dominio (se ne hai uno personale)

Io personalmente preferisco gli hosting esteri per il rapporto qualità/prezzo, in Italia quelli buoni si contano sulle dita di una mano senza quattro dita.

Ovviamente se non sai una parola d’inglese è meglio scegliere la soluzione italiana, che in teoria (ripeto, in teoria) dovrebbe garantirti maggiore velocità avendo i server qui.

3) Deve essere “mobile friendly”

Recentemente Google ha inserito il “mobile friendly” tra i fattori che influiscono sul posizionamento sui motori di ricerca.

In pratica se hai un blog politico che si visualizza male su tablet e smartphone difficilmente potrai pensare di arrivare in prima pagina, a meno che tu non abbia concorrenza sul tuo nome e sulle parole chiave che usi per gli articoli.

Oltretutto le visite ai siti web da mobile hanno superato quelle da computer fisso.

Quindi non è difficile da capire che un visitatore che entra nel tuo blog politico da smartphone e tablet e lo visualizza male poi non torna più.

E ogni visitatore che perdi, perdi anche un potenziale elettore.

4) Deve essere leggibile

Ho analizzato decine di blog politici di candidati e politici più o meno famosi e se ne salvano pochissimi.

Spesso i politici italiani (sbagliando) guardano politici e partiti all’estero come esempi, se lo facessero anche per i siti non si vedrebbero certe schifezze.

Conta molto la scelta dei colori (nero su bianco è sempre la scelta migliore).

Non ci devono essere sfondi pesanti e che distraggono e nemmeno musichette (fastidiosissime).

I caratteri devono avere una dimensione corretta (da 12 a 14 in base al font) ed i font devono essere obbligatoriamente della famiglia sans-serif per garantire una leggibilità migliore.

Meglio mantenere uno stile pulito ed evitare oggetti (menù, immagini, box) sparsi dappertutto nella pagina.

5) Deve essere costantemente aggiornato

Come ti dicevo all’inizio : avere un blog politico sembra essere una moda momentanea per i nostri politici, più che uno strumento di propaganda.

Ecco perchè la maggior parte dei blog durano il tempo di una campagna elettorale e poi vengono abbandonati.

Poi ci sono quelli che lo mantengono in vita e lo aggiornano saltuariamente, perchè non hanno tempo o voglia.

Potrebbero semplicemente affidare la gestione e la creazione dei contenuti a persone esperte e competenti, ferma restando la linea editoriale.

6) Deve comunicare il tuo posizionamento politico

A cosa serve un blog politico se non a comunicare il proprio posizionamento politico?

Sembra una cosa logica, ma non lo è per niente.

Guarda ad esempio lo screenshot della parte alta della home del sito/blog di Marco Rubio, candidato alle primarie repubblicane negli Stati Uniti.

blog politico

Un’altro pianeta rispetto alle molte schifezze che vedo in giro.

A parte qualche finestra di troppo e un “welcome gate” troppo invasivo all’apertura direi che è stato fatto un buon lavoro, sia a livello grafico e strutturale, sia per comunicare il posizionamento.

Nella parte alta, più sotto c’è troppa confusione.

Il resto del sito è fatto bene.

Da sottolineare anche come Rubio “sfrutti” la moglie Jeanette per la campagna.

7) Deve essere orientato all’acquisizione di potenziali elettori

Sopra abbiamo messo un immagine d’esempio.

Oltre a mettere in risalto il posizionamento c’è un form d’iscrizione per la newsletter ed unirsi al “movimento”.

Ed anche nel resto del blog politico non mancano gli accessi.

Gettare l’amo e far entrare i pesci nella tua rete è l’obiettivo principale, insieme alla comunicazione del posizionamento.

Se non hai una strategia di acquisizione elettori ed email marketing politico hai un grosso problema e devi risolverlo al più presto.

matteo spigolon

MATTEO SPIGOLON

12 anni di esperienza politica sul campo, oltre a competenze di comunicazione e marketing politico. A differenza delle tradizionali agenzie, i cui consulenti non hanno mai fatto politica attiva e non hanno mai distribuito nemmeno un volantino, conosco esattamente i meccanismi interni della politica, le cose che funzionano e quelle che non funzionano, avendo vissuto in prima persona queste esperienze.

4 commenti su “Le 7 regole d’oro di un blog politico che funziona”

    • Ciao Stefania,

      il consiglio che mi sento di darti è di partire dal basso per fare esperienza, quindi dal paese dove vivi e/o lavori.

      Con un partito o con un movimento civico. Non conoscendo la tua realtà non saprei indicarti la soluzione migliore adesso.

      Leggi tutti gli articoli del blog e le email giornaliere, troverai un sacco di spunti interessanti.

      Annotali e mettili in ordine. E applicali.

      Rispondi
    • Ciao Stefania,
      Si che orientamento politico sei? Scusa se ti faccio questa domanda ma anche io vorrei iniziare a fare politica visto come stanno andando le cose in Italia

      Rispondi
  1. buongiorno…tutti mi hanno sempre detto che per iniziare a fare politica si deve partire dal territorio..dalle scuole..difatti sono diventata rappresentante di classe da mia figlia

    Rispondi

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